Dal tradimento all’inconoscibilità dell’altro.

Dopo un tradimento si fa pace o ci si lascia? La risposta è molto soggettiva. Ci sono persone che accettano nuovamente il partner che, come una pecorella smarrita, torna a testa bassa all’ovile. Ci sono invece persone che non vogliono più vedere nè sentire il soggetto traditore. Lo rpudiano a tal punto da odiarlo. L’affermazione della sociologa Turnaturi evidenzia come il “tradimento” coincida, spesso, colla presa d’atto, da parte del tradito che l’altro è un individuo che presumevamo di conoscere ma che si manifesta invece in tutta la sua inconoscibilità. Il tradimento pone di fronte alla presa di coscienza dell’individualità di ognuno di noi e della precarietà di ogni relazione umana, indipendentemente dalla sua durata e dal profondità del legame instaurato. Baumann al riguardo afferma che finché dura, l’amore è in bilico sull’orlo della sconfitta. Man mano che avanza dissolve il proprio passato; non si lascia alle spalle trincee fortificate in cui potersi ritrarre e cercare rifugio in caso di guai. E non sa cosa lo attende e cosa può serbargli il futuro. Non acquisterà mai fiducia sufficiente a disperdere le nubi e debellare l’ansia.





































