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	<title>Iris Tradimento</title>
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		<title>Un&#8217;esperienza universale</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 22:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tradimento]]></category>

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		<description><![CDATA[La depressione è un esperienza affettiva universale , connaturata all&#8217;essere umano (si è arrivati ad affermare: finché non si è provato ad essere depressi non si é davvero uomo ). Rappresenta una delle modalità affettive con cui l&#8217;uomo si relaziona col mondo e permette all&#8217;uomo di superare le frustrazioni, le delusioni e le perdite. Ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img src="http://termoli.files.wordpress.com/2009/11/depressione.jpg" alt="" /><br />
La depressione è un esperienza affettiva universale</strong> , connaturata all&#8217;essere umano (si è arrivati ad affermare: <em></em>finché non si è provato ad essere depressi non si é davvero uomo<em> </em>). Rappresenta una delle modalità affettive con cui l&#8217;uomo si relaziona col mondo e permette all&#8217;uomo di superare le frustrazioni, le delusioni e le perdite. Ogni cambiamento, in quanto tale, è perdita di qualche cosa di noto e avventura dell&#8217; ignoto e quindi comporta sentimenti di depressione per la perdita e di ansia per l&#8217;ignoto. Vivere significa affrontare continuamente cambiamenti e quindi è sempre presente il rischio di passare dalla depressione fisiologica alla depressione patologica.</p>
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		<title>Benessere</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 22:03:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tradimento]]></category>

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		<description><![CDATA[La stima di sé riguarda i sentimenti che ciascuno ha nei confronti di se stesso, il modo in cui si vede, si giudica e si attribuisce valore. Avere alta o bassa autostima si riflette su tre importanti aspetti della vita: il proprio modo di presentarsi agli altri , il passare dal pensiero all&#8217;azione per poter [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.sonestaviaggi.it/book/foto_offerte/2001823554benessere1%5B1%5D.jpg" alt="" /><br />
La stima di sé riguarda i sentimenti che ciascuno ha nei confronti di se stesso, il modo in cui si vede, si giudica e si attribuisce valore. Avere alta o bassa autostima si riflette su tre importanti aspetti della vita: il proprio <strong>modo di presentarsi agli altri</strong> , il <strong>passare dal pensiero all&#8217;azione</strong> per poter realizzare i propri obiettivi e infine i<strong>l modo di reagire a successi e insuccessi</strong> . Ma è possibile delineare strategie per mantenere o incrementare la stima di sé in questi tre ambiti e favorire un maggior benessere a livello personale e sociale?</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Campbell e Feher </strong>(1990) hanno trovato, che le persone con un&#8217;elevata stima di sé si presentano agli altri utilizzando in prevalenza aggettivi positivi, mentre quelle con una bassa stima di sé utilizzano in prevalenza aggettivi negativi suscitando in tal modo nei propri interlocutori immagini poco favorevoli.</li>
<li><strong>Baumgardner </strong>(1990) ha trovato che le persone con bassa autostima in genere impiegano più tempo degli altri nel parlare di sé, a volte lo fanno con un certo imbarazzo e non sempre riescono convincenti quando si tratta di descrivere qualità effettivamente possedute.</li>
</ul>
<p>Da questo punto di vista risulta chiaro come avere una bassa stima di sé possa rivelarsi uno svantaggio in tutte quelle circostanze in cui ci si deve presentare agli altri, ad esempio nel caso di un colloquio di lavoro o quando si entra in contatto con persone nuove che potrebbero diventare amici, colleghi, o anche partner.<br />
Inoltre, si è anche visto che persone che dubitano del proprio valore sono anche più propense a modificare il loro pensiero in funzione dell&#8217;ambiente in cui si trovano e dell&#8217;interlocutore che hanno davanti, e difficilmente si sbilanceranno, come invece fanno le persone con un&#8217;alta stima di sé, nell&#8217;affermare il proprio punto di vista.</p>
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		<title>Alle origini della stima di sè</title>
		<link>http://iristradimento.it/2010/07/09/alle-origini-della-stima-di-se/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 22:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tradimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è possibile dare una risposta univoca a questa domanda e in effetti gli studiosi sono giunti a conclusioni differenti ed hanno posto di volta in volta come origine della stima di sé elementi diversi. In questo articolo una breve disamina dell&#8217;evoluzione degli studi inerenti che ci porta ad interessanti conclusioni&#8230; William James (1842-1910) è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.paesiapuani.it/fotografie%20escursioni/inizio%20sentiero%20164%20cave%20cruze.jpg" alt="" /><br />
Non è possibile dare una risposta univoca a questa domanda e in effetti gli studiosi sono giunti a conclusioni differenti ed hanno posto di volta in volta come origine della stima di sé elementi diversi. In questo articolo una breve disamina dell&#8217;evoluzione degli studi inerenti che ci porta ad interessanti conclusioni&#8230;</p>
<p><strong>William James</strong> (1842-1910) è forse uno dei primi studiosi ad essersi occupato di questo argomento. La cosa che lo incuriosì e da cui presero avvio i suoi studi era l&#8217;aver constatato una mancanza di legame diretto tra le qualità obiettive di una persona e il suo sentirsi soddisfatta di se stessa: alcuni uomini mediocri potevano essere dotati di una sicurezza presuntuosa e incrollabile, mentre altri, per quanto capaci di riuscire pienamente nella vita e stimati da tutti, diffidavano costantemente delle proprie qualità e possibilità. Da questo dedusse che <em>l&#8217;essere contenti o meno di se stessi non dipendeva tanto dai risultati e dai successi ottenuti nella vita, quanto dai criteri che le persone adottavano nel giudicarli e quindi dalle pretese che ciascuno aveva circa il suo modo di essere e di fare</em> . Seguendo questa logica, ne deriva che pretese troppo elevate, a prescindere dai successi, possono ostacolare una buona stima di sè.</p>
<p>Altri autori, nel passato e in tempi recenti, come ad esempio <strong>Alice Pope</strong> (1992), sostengono che <em>la stima di sé origini dal confronto tra l&#8217;immagine che ciascuno ha di se stesso &#8211; ossia il sé percepito &#8211; e l&#8217;immagine di ciò che si vorrebbe essere, sé ideale.</em> In questo senso, tanto più il sé percepito è lontano e di meno valore o soddisfazione rispetto al sé ideale, tanto più si ha una bassa stima di sé; viceversa, tanto più si ha consapevolezza delle proprie carenze, ma si trae soddisfazione dai propri punti di forza, tanto più la stima di sé aumenta.</p>
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		<title>Analizzare pensieri e comportamenti</title>
		<link>http://iristradimento.it/2010/07/08/analizzare-pensieri-e-comportamenti/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 21:58:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tradimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Osservando il diario giornaliero, evidenziando le distorsioni cognitive e i sentimenti che ci caratterizzano possiamo cominciare a chiederci: &#8220;cosa mi dico quando mi accade così?&#8221;, &#8220;come agisco?&#8221;la parte più difficile, una volta riconosciute le distorsioni è utile pensare di volerci lavorare sopra. Per aiutarti in questo arduo lavoro, qualora non sia interessato ad un approfondimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.babyboomercaretaker.com/images/Signs-Of-Internet-Infidelity.jpg" alt="" /><br />
Osservando il diario giornaliero, evidenziando le distorsioni cognitive e i sentimenti che ci caratterizzano possiamo cominciare a chiederci: &#8220;cosa mi dico quando mi accade così?&#8221;, &#8220;come agisco?&#8221;la parte più difficile, una volta riconosciute le distorsioni è utile pensare di volerci lavorare sopra. Per aiutarti in questo arduo lavoro, qualora non sia interessato ad un approfondimento con uno specialista, puoi ricorrere ad un elenco di domande.</p>
<p>Vediamole:</p>
<p> </p>
<ul>
<li>Quale evidenza sostiene la mia interpretazione?</li>
<li>Quale evidenza potrebbe essere contraria alla mia interpretazione?</li>
<li>C&#8217;è una spiegazione alternativa per il comportamento del mio partner?</li>
<li>Ci sono altri motivi o sensazioni che possono averlo spinto ad agire in quel modo?</li>
<li>Ho verificato le mie convinzioni rispetto al mio partner?</li>
<li>Cio&#8217; che penso è sempre vero o ci sono eccezioni?</li>
<li>Ho considerato entrambi i piatti della bilancia?</li>
<li>Ho tenuto conto anche delle risorse positive del mio partner?</li>
<li>Se sto generalizzando o etichettando, posso descrivere la situazione in modo più accurato e specifico?</li>
<li>Posso riscrivere una parte del mio diario tenendo conto delle informazioni acquisite attraverso queste riflessioni?</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Otto distorsioni cognitive</title>
		<link>http://iristradimento.it/2010/07/07/otto-distorsioni-cognitive/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 21:57:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tradimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Una volta che si comincia a osservare il proprio monologo interno è possibile cominciare ad indagare sulle proprie distorsioni cognitive. Per aiutarci possiamo pensare che ci sono otto distorsioni cognitive che hanno maggiore impatto sulle relazioni interpersonali. Vediamole:   Visione tunnel: si caratterizza per una attenzione selettiva alle sole parti negative della relazione. Ci si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.infedelta.net/infedelta/img.nsf/518B7C2C9F4A6296C12573080037DA12/$FILE/scoprireinfedelta.jpg" alt="" /><br />
Una volta che si comincia a osservare il proprio monologo interno è possibile cominciare ad indagare sulle proprie distorsioni cognitive. Per aiutarci possiamo pensare che ci sono otto distorsioni cognitive che hanno maggiore impatto sulle relazioni interpersonali.<br />
Vediamole:</p>
<p> </p>
<ul>
<li><strong>Visione tunnel:</strong> si caratterizza per una attenzione selettiva alle sole parti negative della relazione. Ci si concentra sui problemi invece che sulle risorse.</li>
<li><strong>Intenzioni preannunciate:</strong> riguarda la lettura della mente e cioè la convinzione di molti di poter prevedere o interpretare le azioni e i sentimenti del proprio compagno senza avere un riscontro reale dalla relazione.</li>
<li><strong>Magnificazione:</strong> si tratta di generalizzare ciò che succede renderlo pervasivo della relazione, amplificare le situazioni soprattutto quelle negative (tu sei sempre…., tu non sei mai…).</li>
<li><strong>Etichettatura globale:</strong> dare etichette al proprio partner di ordine negativo: stupido, pazzo, cretino….</li>
<li><strong>Dividere tutto in buono o cattivo:</strong> si ragiona esclusivamente in modo antitetico, o è bianco o è nero, o è giusto o è sbagliato.</li>
<li><strong>Logica fratturata:</strong> riguarda il detto &#8220;fare di un sassolino una montagna&#8221; o &#8220;di tutta l&#8217;erba un fascio&#8221; si va facilmente da un piccolo evento a conclusioni generalizzate.</li>
<li><strong>Controllo dell&#8217;errore:</strong> pensare che si è la causa della crisi relazionale e che nessuno soprattutto il tuo partner vuole fare qualcosa per cambiare.</li>
<li><strong>Scaricare la responsabilità:</strong> pensare che è tutta colpa del partner e che per questo deve essere punito.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ascoltare il proprio monologo interno</title>
		<link>http://iristradimento.it/2010/07/06/ascoltare-il-proprio-monologo-interno/</link>
		<comments>http://iristradimento.it/2010/07/06/ascoltare-il-proprio-monologo-interno/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 21:56:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tradimento]]></category>

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		<description><![CDATA[È importante che si ponga attenzione a ciò che io mi dico e non solo a ciò che dice l&#8217;altro. Ci si può aiutare tenendo un diario dei propri pensieri. Esempio: Evento Pensieri Sentimento Appuntamento mancato Io non sono importante, sono invisibile Rabbia Piatti sporchi Nessuno mi aiuta, devo fare tutto da sola Tristezza Cominciando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://max.rcs.it/news/2008/11/img/infedelta_q.jpg" alt="" /><br />
È importante che si ponga attenzione a ciò che io mi dico e non solo a ciò che dice l&#8217;altro. Ci si può aiutare tenendo un diario dei propri pensieri.</p>
<p align="center"><strong>Esempio:</strong></p>
<p><strong>Evento</strong><br />
<strong>Pensieri</strong><br />
<strong>Sentimento</strong></p>
<p>Appuntamento mancato<br />
Io non sono importante, sono invisibile<br />
Rabbia</p>
<p>Piatti sporchi<br />
Nessuno mi aiuta, devo fare tutto da sola<br />
Tristezza</p>
<p>Cominciando ad osservare i pensieri e le emozioni che determinano le reazioni, si può cominciare a capire che nella progettazione del comportamento non c&#8217;è solo una risposta al comportamento dell&#8217;altro ma anche un&#8217;idea iniziale preconcetta.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Identificare i problemi di coppia</title>
		<link>http://iristradimento.it/2010/07/05/identificare-i-problemi-di-coppia/</link>
		<comments>http://iristradimento.it/2010/07/05/identificare-i-problemi-di-coppia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 21:54:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tradimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Per migliorare le nostre relazioni interpersonali e in particolare quelle amorose, può essere molto utile cominciare ad osservare ed ascoltare quei pensieri che svolgono un ruolo fondamentale nella nostra vita emozionale. Molte delle nostre reazioni emozionali sono prodotte da un costante fluire di pensieri, ciò che viene definito monologo interno, che ci aiuta a interpretare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img src="http://www.italiainvestigazioni.com/infidelity1.gif" alt="" /><br />
Per migliorare le nostre relazioni interpersonali e in particolare quelle amorose, può essere molto utile cominciare ad osservare ed ascoltare quei pensieri che svolgono un ruolo fondamentale nella nostra vita emozionale.</em></p>
<p>Molte delle nostre reazioni emozionali sono prodotte da un costante fluire di pensieri, ciò che viene definito monologo interno, che ci aiuta a interpretare e comprendere il mondo. Fin qui tutto bene se non fosse che non sempre noi stessi ci diciamo la verità, qualche volta omettiamo delle parti importanti, qualche volta le esageriamo, qualche volta ragioniamo secondo criteri di bianco o nero. Queste indicazioni &#8220;false&#8221; si chiamano distorsioni cognitive e generalmente sono irrazionali perché basate su dati incerti. La terapia cognitiva comportamentale si è interessata in modo particolare al fenomeno evidenziando i meccanismi classici e i possibili strumenti per migliorare. Il meccanismo di base di una distorsione cognitiva agisce all&#8217;interno di una sequenza definita A B C (antecedente, atteggiamento, conseguenza). Ci vuole tempo per riuscire a riconoscere le proprie distorsioni cognitive, comunque si possono seguire delle indicazioni per tentare di farlo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Amore nel transfert</title>
		<link>http://iristradimento.it/2010/06/30/amore-nel-transfert/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 22:09:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tradimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Per amore di transfert s&#8217;intende quel sentimento affettivo, paragonabile ad un sentimento amoroso, che subentra all&#8217;interno di una relazione terapeutica di qualsiasi tipo, ma più specificatamente psicoteraputica. Il fenomeno è stato studiato dalla psicanalisi ed origina dal caso clinico di Anna O che dettaglierò di seguito perchè utile a capire il fenomeno Freud, nel 1890, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://www.iconarchive.com/icons/chromatix/pulse-pack/256/transfert-bleu-icon.png" alt="" /><br />
Per amore di transfert s&#8217;intende quel sentimento affettivo, paragonabile ad un sentimento amoroso, che subentra all&#8217;interno di una relazione terapeutica di qualsiasi tipo, ma più specificatamente psicoteraputica. Il fenomeno è stato studiato dalla psicanalisi ed origina dal caso clinico di Anna O che dettaglierò di seguito perchè utile a capire il fenomeno</p>
<p align="justify">Freud, nel 1890, collaborava con Breuer ad un particolare caso d&#8217;isteria: Bertha Pappenhein, nota come Anna O.. Essa era una ragazza ventunenne di notevole intelligenza e cultura che nel corso di una malattia durata due anni aveva presentato una serie di disturbi fisici e mentali: grave paralisi ad entrambi gli arti, disturbi oculari, turbe all&#8217;udito, difficoltà nella postura del corpo, forte tosse nervosa, ed altro . Anche le sue capacità lessicali si erano ridotte, fino ad arrivare all&#8217;impossibilità di parlare e comprendere. Infine la paziente andava soggetta a momenti di afasia, nei quali alternava stati di confusione, di delirio, di alterazione di tutta la personalità.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quando tutto è finito</title>
		<link>http://iristradimento.it/2010/06/29/quando-tutto-e-finito/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 22:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tradimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Serve un distacco totale dalla persona che ci ha lasciato. Spesso, per soffrire di meno, si tende a mantenere una minimo di relazione, di tipo amicale, con l&#8217;altro. Ci si illude che così il dolore sara meno lacerante, mentre non si fà altro che prolungare l&#8217;agonia. Inoltre quest&#8217;atteggiamento nasconde la speranza, spesso inconscia, che l&#8217;amore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2009/12/tradimento.jpg" alt="" /></p>
<p align="justify">Serve un <a href="http://iristradimento.it/distacco_totale.htm"><strong>distacco totale </strong></a>dalla persona che ci ha lasciato. Spesso, per soffrire di meno, si tende a mantenere una minimo di relazione, di tipo amicale, con l&#8217;altro. Ci si illude che così il dolore sara meno lacerante, mentre non si fà altro che prolungare l&#8217;agonia. Inoltre quest&#8217;atteggiamento nasconde la speranza, spesso inconscia, che l&#8217;amore possa ritornare. Quindi, prima che si possa riprendere un rapporto anche minimamente formale con l&#8217;altro, occorre tempo.</p>
<p align="justify">Come suggeriva già Ovidio nel suo trattato Remedia Amoris, <strong>evitare luoghi e situazioni della relazione finita</strong>. Spesso, si tende a ritornare sul &#8220;luogo del delitto&#8221; a voler simbolicamente rivivere l&#8217;amore finito, al fine di attenuarne il dolore. Niente di più sbagliato, è solo una sorta di masochismo sentimentale che prolunga solo l&#8217;agonia. L&#8217;evitare luoghi e situazioni dell&#8217;amore finito fà parte di quel distacco assoluto, necessario al superamento del tutto.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I dipendenti dalla relazione</title>
		<link>http://iristradimento.it/2010/06/28/i-dipendenti-dalla-relazione/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 21:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescabeltratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tradimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli RA (Relationship Addicts), a differenza degli altri dipendenti affettivi, non sono più innamorati dei loro partners ma sono incapaci di lasciarli andare, di rinunciare. Solitamente sono così infelici che la loro relazione mina la loro salute, il loro spirito e benessere emotivo. Anche nel caso in cui i loro partners li picchino o sappiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://psicoterapeutico.com/images/dipendenza.jpg" alt="" /><br />
Gli <strong>RA (Relationship Addicts), </strong>a differenza degli altri dipendenti affettivi, non sono più innamorati dei loro partners ma sono incapaci di lasciarli andare, di rinunciare. Solitamente sono così infelici che la loro relazione mina la loro salute, il loro spirito e benessere emotivo.</p>
<p>Anche nel caso in cui i loro partners li picchino o sappiano di essere in pericolo, essi sono incapaci di rinunciare al rapporto. Hanno il terrore di rimanere soli. Hanno paura del cambiamento. Non vogliono ferire o abbandonare i loro partners. Tutto ciò può essere descritto come: “Ti odio, non lasciarmi”.</p>
]]></content:encoded>
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